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La Tecnica Percutanea può essere usata per risolvere la metatarsalgia?
Partiamo col capire che cos’è la metatarsalgia.
Essa è una frequente problematica dell’avampiede, forse, in base alla mia esperienza, la più comune dopo alluce valgo e dito a martello (argomento già trattato nel precedente articolo).

La metatarsalgia risulta essere una problematica che colpisce la pianta del piede e i sintomi- comprovati- che mi vengono riferiti dai pazienti sono: dolore acuto sotto la pianta; bruciore; dolore che peggiora quando ti alzi in piedi, corri, fletti il piede o cammini- specialmente a piedi nudi su una superficie dura- e migliora a riposo; dolore acuto o lancinante; intorpidimento o formicolio alle dita del piede; sensazione di avere un sassolino nella scarpa.
Questa patologia è un’infiammazione di una o più teste metatarsali dovuta a un loro crollo o cedimento, e, essendo le teste metatarsali rivestite di tendini e nervi, cedendo si infiammano e iniziano a provocare un forte bruciore e, quindi, dolore.
Le cause possono essere derivanti da diversi fattori: • forma del piede, un arco alto può esercitare una pressione extra sui metatarsi, così come un secondo dito più lungo dell'alluce che fa sì che un peso più grande del normale venga spostato sulla seconda testa metatarsale, o un’errata postura derivante da piedi cavi e piatti; • presenza di alluce valgo, moderato o tendente al grave, poiché l’alluce, deviandosi, invade gli altri metatarsi e, con il tempo, tale spostamento comporta l’inizio di dolori sotto la pianta; • peso in eccesso, la maggior parte del peso corporeo si sposta sull'avampiede quando il corpo si muove e, camminando, anche i chili in eccesso si trasferiscono su di esso, comportando una maggiore pressione sui metatarsi; • abuso di scarpe scomode, causa comune nelle donne che indossano calzature troppo piccole o tacchi troppo alti, le quali trasferiscono peso extra sulla parte anteriore del piede. Anche scarpe con punta stretta o scarpe da ginnastica prive di supporto e imbottitura possono contribuire al problema; • allenamento o attività fisica intensa, ad esempio i fondisti sono più a rischio di incappare in questa patologia, principalmente perché la parte anteriore del piede assorbe una forza significativa quando una persona corre. Ma tutti coloro che praticano uno sport ad alto impatto sono sempre a rischio, soprattutto se le scarpe calzano male o sono usurate; • fratture da stress, piccole rotture nei metatarsi o nelle ossa dei piedi possono essere dolorose e cambiare sostanzialmente il modo in cui si carica il piede;
• la presenza del Neuroma di Morton, questa crescita non cancerosa di tessuto fibroso attorno a un nervo che di solito si verifica tra la terza e la quarta testa metatarsale può provocare sintomi simili alla metatarsalgia e può anche contribuire allo stress metatarsale.
La diagnosi di tipo clinico si fa quando il paziente si presenta in studio lamentando un dolore sotto la pianta del piede e, proprio perché vari sono i problemi che possono causare sintomi simili a quelli della metatarsalgia, spesso il dolore del paziente viene frainteso o scambiato per altre patologie come l’alluce valgo. Io, per individuare la fonte del dolore, effettuo un’esamine del piede e poi una digitopressione. Inoltre, consiglio sempre una radiografia del piede in due proiezioni sotto carico per capire l’entità del crollo metatarsale e per escludere una frattura da stress o altri problemi ai piedi.
Infine, per essere ulteriormente scrupolosi e capire l’entità dell’infiammazione, prescrivo anche una risonanza magnetica.
Per quanto riguarda il trattamento della metatarsalgia, nei casi iniziali si consiglia riposo, l’uso di scarpe più congrue e l’uso di un plantare a sostegno del piede che va a scaricare il peso per evitare l’affaticamento metatarsale. In altri casi hanno ottimi risultati anche cicli di infiltrazioni al Cortisone o Acido Ialuronico.
Se, invece, la metatarsalgia è complicata anche dalla presenza di ulteriori patologie come l’alluce valgo, allora, in quel caso, si opta per il trattamento chirurgico che andrà a riallineare i metatarsi.
A mio avviso, la Tecnica Percutanea è la più indicata per risolvere questa problematica, in quanto, in anestesia loco-regionale e con dei semplici forellini, si accede alla base dorsale delle dita dei metatarsi interessati e in 5 minuti si risolve la problematica.
Consiglio sempre la Tecnica Percutanea per la non invasività dell’intervento e perché riduce notevolmente tutte le conseguenze invalidanti di un intervento ai piedi.
Come scrivo e consiglio sempre, anche in questo caso prevenire è fondamentale, proprio perché tale problematica può essere sviluppata nel corso degli anni. Un costante controllo del piede e del suo appoggio dalla fase adolescenziale è molto importante.
Inoltre, essendo la metatarsalgia causata anche da sport ad alto impatto come corsa e salti, consiglio un controllo costante delle calzature e il supporto di specifici plantari, oltre alla riduzione, anche nella vita di tutti i giorni, di scarpe scomode, così come massima attenzione ad eccessi, come l’aumento di peso.
Termino sempre i miei articoli con delle raccomandazioni che sono legate a perseguire il più possibile uno stile di vita sano, per evitare di dover mettersi “a riparo” in un secondo momento.
Il nostro corpo ci restituisce, nel bene e nel male, tutto ciò che noi gli procuriamo.
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