PIEDE DIABETICO
Il piede diabetico, detto anche piede neuropatico, è un’importante complicanza cronica del diabete, ovvero uno stato che si sviluppa come conseguenza di una neuropatia o di una arteriopatia che sono appunto condizioni tipiche e patologiche derivanti dal diabete.
L’altra invece, l’arteriopatia, è caratterizzata da un'alterazione patologica dovuta a problemi di circolazione ematica delle arterie. Il paziente, avendo un deficit vascolare, dal punto di vista clinico è soggetto a una riduzione importante del flusso sanguigno nel piede, il che porta ad una ischemia dell’arto e ad uno sviluppo di necrosi o cancrena delle parti interessate.
In pazienti con patologie diabetiche del piede si possono manifestare anche ulcere dovute a problemi vascolari o nervosi, fattore che comporta anche un elevato rischio di infezione dovuto alla tipica difficoltà di cicatrizzazione.
Il diabete, malattia cronica metabolica causata da un’eccessiva quantità di zucchero nel sangue, è l’origine di tali patologie. Per quanto riguarda le cause, il fattore ereditario è ancora fortemente dibattuto; al contrario, sappiamo che i fattori ambientali incidono notevolmente sull’insorgenza del diabete. Si tratta di fattori come obesità, sedentarietà, dieta ricca di zuccheri e ipertensione.
Il diabete è un patologia che negli ultimi vent’anni ha visto una forte crescita.
Questo incremento ha alla base diverse cause, in primis l’invecchiamento della popolazione e la scarsa attenzione nei confronti di stili di vita salutari. Purtroppo, tale patologia provoca complicanze importanti al piede e nel 15% dei casi si è costretti a ricorrere all’amputazione di un arto o di una sua parte.
Dal punto di vista clinico, il piede diabetico ha come sintomi iniziali l’aumento della temperatura del piede, la mancanza di sensibilità, la presenza di ulcere e il formicolio notturno che incide sulla qualità del sonno (uno dei sintomi più frequenti).
Per diagnosticare il diabete è fondamentale la valutazione dei livelli glicemici nel sangue e in caso di positività dell’emocromo è molto importante recarsi presso un centro diabetico specializzato.
La prevenzione è possibile, a meno che non vi sia familiarità. Essa consiste non soltanto nell’adozione di uno stile di vita sano, ma in controlli regolari attraverso l’esame dell’emocromo.
Quando il piede diabetico presenta delle deformità come l’alluce valgo o la metatarsalgia, è possibile trattarlo con la tecnica percutanea. Ciò, anzitutto, perché viene utilizzata un’anestesia locale e il paziente non rischia complicanze che si potrebbero invece presentare con anestesia generale o spinale. Inoltre, la tecnica percutanea garantisce l’assenza totale di tagli e ferite, cosa che invece le tecniche tradizionali comportano, e trattandosi appunto di un piede che ha difficoltà nella cicatrizzazione con tale tecnica si vanno ad azzerare rischi di questo tipo. A questi due vantaggi importanti si aggiunge l’immediata deambulazione: un paziente diabetico con importanti difficoltà vascolari se è costretto ad avere l’arto immobilizzato, come con le tecniche tradizionali, con alta probabilità può incorrere in problematiche post-operatorie importanti, quali flebite o tromboembolie. Con la tecnica percutanea tutto ciò non accade, dal momento che la deambulazione è immediata.
Tutti i casi di piede diabetico da me trattati hanno avuto un’ottima riuscita nella correzione delle deformità. Naturalmente, prima di essere operato, il paziente con piede diabetico non dovrà presentare ferite al piede o, in caso di presenza di queste ultime, esse dovranno prima essere curate in via definitiva e soltanto successivamente è possibile pensare all’operazione.
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